Quello che segue è un articolo, da me realizzato, pubblicato dalla EDIS - edizioni specializzate sulla loro rivista ESSECOME.
il 19° secolo |
Nel 19° secolo furono fatti passi importanti nella criptografia.
Limpulso maggiore, a causa del disinteresse degli stati per largomento che aveva portato alla chiusura delle Camere Nere,si ebbe da parte di personaggi che operarono in maniera autonoma e le cui scoperte, spesso, finirono nel nulla. |
Thomas Jefferson |
Esemplare è il caso del dispositivo inventato da Thomas Jefferson,
allora Segretario di Stato e futuro terzo Presidente degli Stati Uniti, che,
in qualità di responsabile della politica estera americana, avvertì
la necessità di avere metodi di comunicazione sicuri.
Mise, quindi, a punto un dispositivo assemblato unendo tra di loro, mediante
un asse, 36 ruote numerate; ognuna delle quali ha segnato sulla periferia
le 26 lettere dellalfabeto trascritte in modo casuale e facendo attenzione
che non vi siano due ruote con la stessa sequenza di lettere.
Il destinatario del messaggio provvede ad assemblare il suo cilindro rispettando
lo stesso ordine del mittente. Questo è il messaggio in chiaro.
Come si vede si tratta di un metodo di sostituzione polialfabetico in cui
le lettere nel singolo alfabeto (corrispondente ad ognuna delle ruote del
cilindro) non sono in ordine. Stranamente Jefferson dopo aver messo a punto un simile gioiellino si fece convincere ad usare per la sua attività un sistema molto meno efficace, e la sua invenzione cadde nelloblio per essere poi reinventata nel 1920. |
| i guardacoste Australiani | Durante la 2° guerra mondiale, la praticità di utilizzo e la velocità di cifratura lo resero, infatti, il dispositivo ideale per quegli eroici guardacoste australiani che decisero di rimanere, in qualità di osservatori, dietro le linee nemiche durante la fulminea avanzata giapponese. |
| Kasiski | Un altro appassionato della criptografia che lasciò un notevole
contributo alla soluzione dei messaggi, fu Kasiski (1805-1881). Ufficiale prussiano, indicò le regole generali per procedere alla criptoanalisi dei messaggi cifrati con lausilio di alfabeti multipli indicizzati da una chiave ripetitiva. |
| Kerckoffs | Nello stesso periodo, in Francia, Kerckoffs (1835-1903) scriveva un trattato
sulla criptografia militare in cui venivano enunciati i principi a cui doveva
rispondere un metodo di cifratura per essere considerato valido. In tale esposizione, per la prima volta, si asserisce che un sistema deve mantenere la sua impenetrabilità, anche se lavversario conosce nei dettagli il modo in cui il sistema si applica, purché non sia a conoscenza della chiave usata. Questo stesso principio, al giorno doggi, è alla base della valutazione di ogni metodo di cifratura che viene proposto. |
| l'avvento della radio | Lavvento, alla fine del 19° secolo, dellepoca della
radio, impresse una decisa svolta ai metodi di comunicazione militari.
Per la prima volta era possibile mantenere un contatto immediato con le truppe in campo, senza avere la necessità di inviare messaggeri o di stendere i fili telegrafici o telefonici. Limportanza della cosa, per fini bellici, risultò subito evidente, ma pose immediatamente problemi di sicurezza nelle comunicazioni che, essendo inviate via etere, potevano ovviamente essere ascoltate dal nemico. Si ha quindi un risorgere delle esigenze di criptografia. |
| la criptografia nelle trincee | La novità è data dal fatto che alla necessità di
sicurezza si aggiunge, ed è la prima volta, la necessità di
portare tale metodo nelle trincee.
Ecco quindi che, in prima linea, vengono praticamente abbandonati i codici, troppo macchinosi da utilizzare e troppo facilmente catturabili durante la battaglia, a favore di metodi di cifratura di facile utilizzo. Da parte delle due principali nazioni antagoniste del tempo, Francia e Germania, emergono inoltre due differenti approcci culturali al problema delle comunicazioni segrete. |
| la Francia | I francesi, in modo molto pragmatico, istituiscono due gruppi di lavoro,
quello dei criptografi, a cui è demandato lo studio di nuovi sistemi
di cifratura, e quello dei criptoanalisti. Questi ultimi, oltre ad occuparsi della decifrazione dei messaggi degli avversari, sottopongono anche a verifica i metodi messi a punto dai propri colleghi, fornendo suggerimenti di inestimabile valore. |
| la Germania | Da parte dei tedeschi, invece prevale lapproccio teorico; un sistema
di cifratura viene analizzato sulla carta, e se giudicato soddisfacente viene
posto in opera, senza un test sul campo.
La fallacità di tale approccio risultò completa durante le due guerre mondiali in cui i messaggi tedeschi venivano letti con regolarità da parte sia dei francesi che degli inglesi. Nel loro lavoro i francesi e gli inglesi vennero anche aiutati molto dalla teutonica abitudine allordine, per cui molti messaggi avevano lo stesso contenuto standard (p.e. Notte calma; niente da segnalare), una forma stereotipata, delle frasi tipo ricorrenti. Nelle due guerre mondiali, lattività di intelligence, alla cui formazione i criptoanalisti contribuirono moltissimo, si rivelò di importanza fondamentale, al punto che non è esagerato dire che influenzò in maniera decisiva landamento dei due conflitti. |
| la Prima Guerra Mondiale | Durante la Prima Guerra Mondiale, le tendenze isolazioniste
dellAmerica lavevano lasciata fuori dal conflitto in corso.
Nei primi 3 anni di guerra le cose erano andate bene per i tedeschi, che
alla fine del 1916 si trovarono nella necessità di aumentare la pressione
sullInghilterra per vincere la guerra. |
| il Telegramma di Zimmermann | Il ministro degli esteri Tedesco Zimmermann congegnò quindi un
piano per cercare di mantenere gli americani neutrali, o, in alternativa
per tenerli impegnati su di un altro fronte. Scrisse quindi un telegramma, cifrato, al suo ambasciatore in Messico, affidandogli il compito di stringere unalleanza con tale paese. La Germania offriva al Messico riconoscimenti finanziari, il ritorno sotto la sua sovranità dei territori del Nuovo Messico, dellArizona e del Texas, e prospettava la possibilità che anche il Giappone si sarebbe schierato contro lAmerica. Il telegramma fu inviato il 16 gennaio 1917 allambasciatore Tedesco in America che lo ritrasmise al suo collega in Messico. Gli inglesi intercettarono ambedue i messaggi (Berlino -> Washington e Washington -> Città del Messico), codificati con metodi differenti, ed iniziarono il lavoro di decodifica. Nel giro di due settimane il telegramma era completamente decifrato. Alluso diplomatico di tale informazione, si opponeva la necessità di non rivelare ai tedeschi, che il loro codice era stato compromesso. Per alcune settimane, gli inglesi aspettarono che la situazione evolvesse a loro favore autonomamente, ma infine, il 22 febbraio 1917, mostrarono il telegramma agli americani. Un mese e mezzo dopo gli americani entrarono in guerra contro i tedeschi apportando un contributo decisivo alle sorti degli Alleati. |
| la Seconda Guerra Mondiale | Nella Seconda Guerra Mondiale, non vi fu un singolo momento così
decisivo come il telegramma di Zimmermann, ma durante tutta la guerra sia
gli inglesi che gli americani riuscirono a decifrare con regolarità
i messaggi, rispettivamente, dei tedeschi e dei giapponesi.
Nel conflitto si assistette per la prima volta alluso intensivo di macchine criptografiche elettriche. |
| l'Enigma | I tedeschi usarono
lEnigma, che con modifiche
ed evoluzioni, rimase in uso durante tutta la guerra.
Teoricamente, il suo uso doveva garantire la completa indecifrabilità dei loro messaggi, ma gli inglesi, con laiuto iniziale dei loro colleghi polacchi, misero in piedi una formidabile organizzazione di molte centinaia di persone, che fu in grado di decifrare la maggior parte dei messaggi che venivano intercettati.
LEnigma esternamente si presenta con una tastiera, un pannello di
collegamento, tre rotori e 26 lampadine.
Il meccanismo che effettua la cifratura è posto allinterno della
macchina ed è composto da due ruote fisse tra le quali vengono inserite
tre rotori. Esaminiamo ora il pannello di collegamento.
È costituito da 26 connettori, uno per ogni lettera. Considerando che i tre rotori impiegati nellEnigma venivano scelti da un gruppo di 5 dando luogo a 60 possibili combinazioni; che ogni rotore poteva avere 26 possibili posizioni iniziali per un totale di 17.576 configurazioni possibili; che utilizzando, come era usuale, 10 cavallotti, si avevano oltre 150 mila miliardi di possibili configurazioni del pannello di collegamento; si ha che il numero di possibili chiavi del sistema è di 159 miliardi di miliardi. Nonostante questa formidabile barriera teorica, che diede ai tedeschi la falsa convinzione dellinattaccabilità dellEnigma, gli inglesi riuscirono a decifrare così tanti messaggi da trarne un vantaggio decisivo durante landamento del conflitto. |
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Ultimo aggiornamento effettuato il 08 - Jan - 1998